martedì 1 marzo 2016

Test sul pugno più potente tra i vari stili di arti marziali

Quanti di voi si sono chiesti qual'è effettivamente il pugno più potente tra i vari stili di arti marziali? Per togliere ogni dubbio un team specializzato ha voluto mettere alla prova campioni di Kung Fu, Taekwondo, Karate e persino un pugile professionista.

Il test è stato effettuato su un manichino che in genere viene utilizzato per i crash test, quindi è stato creato per resistere a colpi molti più duri e pesanti. Ogni campione ha sferrato un bel pugno direttamente sul viso del manichino, nel test il pugno del Kung Fu non è stato molto potente come d'altronde anche quello del Karate, il colpo del Taekwondoka  è risultato invece essere molto più efficace rispetto agli altri stili.

Il colpo del pugile però è stato il più potente dimostrando quanto possa essere letale un pugno di un atleta che si allena solo usando le braccia, il segreto della potenza del pugno di un pugile sta proprio nel far partire la forza dalle gambe per poi farla salire sul colpo coordinando il bacino.

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Ma non è finita qui poiché dopo il pugile, un praticante esperto di ninjutsu ha lasciato tutti a bocca aperta, il colpo dell'ultimo atleta a vederlo non è sembrato molto potente ma avendo colpito un punto letale è riuscito ad aggiudicarsi il pugno più potente chiamato anche il pugno della morte.

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Morale della favola alle volte basta semplicemente colpire i punti più letali del corpo per annientare completamente un avversario.



5 commenti:

  1. non è lo stile che fà la differenza ,è l'uomo ....

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  2. Giusto, non si puo' mai dire che è uno stile in se' a fare la differenza. La differenza la fa il singolo con le sue capacità, il suo impegno e il suo maestro. Ho visto anch'io quel filmato e tengo anche a precisare che il praticante di kung fu il cui pugno è stato misurato, faceva wushu moderno....

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  3. Mmm... anche nello stile che chiami "kung fu", come poi in tutti gli altri stili, si sferra il pugno partendo dai piedi e dal bacino...non è un segreto pugilistico!
    Sarebbe poi meglio correlare il testo al video, visto che non capisco molto bene come mai nel manichino del crash test esista un punto letale...forse hai tralasciato qualche pezzo che con la fantasia non riesco a cogliere :)
    Morale della favola OVVIAMENTE colpire i punti letali di un avversario basta per annientarlo, a meno che non si parli del grande puffo contro Hulk!
    Vera morale della favola: eh si! è solo il combattente che fa la differenza :)

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  4. Pensare di poter colpire un punto letale contro un avversario in movimento, nel pieno di uno scontro, è una delle cazzate da film a cui molti (troppi) ancora credono.
    Quanto ad efficacia del pugno, un pugile vince a mani basse. Un pugile è davvero un brutto cliente per chiunque: è abituato ad incassare, ha una preparazione fisica che soverchia nettamente quella del marzialista medio, ed ha un arsenale di colpi micidiale. Il jab per tenere le distanze ed innervosire l'avversario, il diretto per stordirlo, e un gancio o un uppercut come finisher, metterebbero al tappeto chiunque.
    Ho praticato kick boxing per anni, poi sono passato al Wing Chun per un po'. Beh, il Wing Chun ed i suoi pugni fanno tenerezza, confronto a quelli di un boxeur, anche dilettante.
    Non c'è proprio sfida, ed ho avuto la dimostrazione che, di fronte all'attacco di una persona con una discreta preparazione pugilistica, anche chi si presenta come Sifu è praticamente impotente: difendersi da un colpo reale è qualcosa che nel Wing Chun non è minimamente contemplato, dal momento che si esercitano solo con simulazioni assai blande, e contemplano solo attacchi ridicoli, nei quali le braccia dell'avversario restano ferme subito dopo aver colpito, per dar modo al chunner di poter effettuare la parata di circostanza, l'eventuale bloccaggio o leva, ed il successivo contrattacco. E poi, i chunners hanno un approccio errato al combattimento: sono statici sulla gamba d'appoggio. Non ci vuole niente a metterli in crisi.
    Nella realtà, nello scambio (amichevole, ovviamente) con il Sifu, per ogni colpo che parava riuscivo a colpirlo tre/quattro volte. Bastava aprire con qualche jab, costringerlo a tentare qualche parata, e poi incalzarlo con qualche combinazione veloce.
    Non c'è sfida.
    Ovviamente, la giustificazione classica del Sifu era sempre la solita: il Wing Chun non puoi applicarlo per simulare un incontro, altrimenti rischi di far male all'avversario! Il Wing Chun rompe le articolazioni, sloga polsi e caviglie, colpisce sporco... non è sport!
    Cazzate, solo cazzate.
    Il Sifu ci provava eccome a colpire, ma non c'era proprio verso che potesse risultare seriamente pericoloso.
    Il pugile è davvero il peggior cliente che si possa beccare in una rissa.
    Ovvio, è sempre il combattente a fare la differenza, e non lo stile. Ma l'attitudine al combattimento vale da sola il 50%.

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  5. Ciao Dario, avendo praticato sia Kung Fu che pugilato ti posso confermare che quello che dici è molto vero. A mio avviso il kung fu può essere efficace ma va trasformato e reso da strada, il Sanda(kung fu da strada) è già più efficace ma rimane il fatto che se un buon pugile se ti mette alle corde sono cavoli amari

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